E’ giunto il momento di
stigmatizzare in maniera forte e decisa la grave fase di stallo che sta vivendo
il Governo cittadino per opera e responsabilità diretta di persone che non
hanno minimamente a cuore le sorti della città ed il suo futuro.
In questo delicato momento ci
sentiamo di esprimere in primo luogo solidarietà piena a tutto l’esecutivo, che
in questi anni ha lavorato alacremente tentando di risollevare le sorti di una
comunità impoverita.
Vorremmo poi argomentare il
nostro pieno disappunto nei confronti delle dimissioni dei due consiglieri
Arnesano ed Abbati, pervenute a poche ore dalla riunione di Consiglio che
avrebbe dovuto trattare il bilancio di previsione 2013. Dimissioni
incomprensibili, poiché il bilancio approvato dalla Giunta ha avuto
l’approvazione preventiva di tutte le forze che compongono la maggioranza, che
lo hanno condiviso dopo una lunga fase di concertazione e dialogo.
Un tempismo perfetto, non c’è
che dire, che non può non insinuare in noi il sospetto di un marchingegno
costruito ad arte, di un gioco più torbido che politico, che rischia di
mettere in seria difficoltà la città ed i suoi cittadini.
L’epilogo di una condotta mai
lineare né corretta, a tratti scandalosa, mai chiara, sempre in bilico tra
l’inconsapevolezza del ruolo ricoperto e la volontà scellerata di creare
scompiglio a prescindere.
Non vogliamo esimerci
nemmeno nel continuare ad esortare il Consigliere Diso al senso di
responsabilità, confidando in una presa di coscienza del suo ruolo
istituzionale, il quale dovrebbe essere e rimanere scevro da condizionamenti di
sorta.
Ci stiamo pian piano rendendo
conto che sopra la nostra comunità aleggia un’aura poco chiara. Un intreccio di interessi e poteri abbastanza forti da mettere a
repentaglio l’onorabilità e la tranquillità dei cittadini.
Mani invisibili che tramano
al di là e al di sopra della politica, attraverso disegni ben precisi, animati
dalla brama di potere e manipolazione del popolo, indirizzati al suo controllo,
alla gestione delle risorse del territorio e delle sue ricchezze.
Burattinai che tentano di
muovere i fili di burattini poco consapevoli delle reali implicazioni derivanti
da un ipotetico commissariamento, che assumerebbe i tratti della catastrofe in
un momento di crisi economica e sociale che invece dovrebbe richiamare ad un
clima di unità e stabilità.
I gualdesi pagherebbero caro
sulla loro pelle il prezzo di scelte scellerate maturate sotto l’egida di
meschine macchinazioni.
Su di loro si abbatterebbe
una breve stagione di non decisioni, di stallo, di probabili aumenti di tasse e
tariffe, di sospensione di tutti i progetti che stanno volgendo al termine, di mancanza di punti di riferimento indispensabili per una comunità che non vuole
fermarsi.
E chi dice il contrario mente
sapendo bene di mentire.
Mente per riappropriarsi di un potere che questa
Giunta ha sradicato nei modi e nei contenuti, riportando la città ad una
condizione di equità per tutti i cittadini, di correttezza amministrativa, di
limpidezza nel modus operandi, rifuggendo da comportamenti ambigui e
strumentali, facendo scelte anche impopolari, pur di rimanere in un alveo di
etica politica e gestionale, convinta di adottare misure ed interventi
nell’interesse solo ed esclusivamente generale.
Ci appelliamo alla Gualdo che
vuole futuro, alla città che guarda avanti senza dietrologie e retropensieri,
alla comunità forte e determinata di sempre, che sceglie la politica del fare piuttosto che quella delle mistificazioni, che sa distinguere nitidamente tra la buona
condotta e la becera propaganda.
Noi di TUpG non permetteremo
mai che questa città venga consegnata nelle mani di chi oggi gongola
nell’attesa di vederla cadere, senza aver la benché minima consapevolezza delle
conseguenze che uno scenario del genere provocherebbe.