La capacità di fare autogol del
PD locale, nella persona del suo capogruppo consiliare Massimiliano Presciutti,
è ormai cronica. Stavolta, però la figuraccia è colossale
Come avrete letto sui giornali,
Presciutti chiede che non venga più utilizzata la dicitura “Albergo diffuso”
utilizzato da una delle attività più floride della Città, la struttura
ricettiva Borgo Sant’Angelo. L’anomalia, ci ricorda Presciutti, è tale perché
non prevista dalla competente normativa regionale.
Attenzione: la Regione ha
legiferato sulla questione Alberghi Diffusi, ma manca il regolamento.
Ora, un cittadino amante della
sua Città e non del suo partito, avrebbe dovuto maledire tale burocrazia e
sollecitare la Regione portando come esempio proprio Gualdo Tadino e gli
imprenditori che hanno in un certo senso messo la freccia e sorpassato l’indolenza
di palazzo Cesaroni.
Un cittadino che rappresenta, in
più, le istituzioni, avrebbe dovuto mandarla in Regione un’interrogazione.
Gli argomenti non sarebbero
mancati. Uno poteva essere una domanda: perché un comune è in un certo senso
più avanti rispetto all’Ente da cui dipende? Un altro, un sollecito a
legiferare in maniera definitiva su quella che potrebbe essere una soluzione
allo spopolamento dei centri storici e alla carenza delle strutture ricettive.
Non gli sarebbero mancati i mezzi
a Presciutti, data la sua stretta collaborazione con un consigliere regionale,
che dovrebbe curare gli interessi del territorio in cui è stato eletto e non
solo di quello in cui è nato. Questo, però, è un altro discorso.
Invece no. Il capogruppo ha
formalmente chiesto al Comune di intervenire sulla illegalità della dicitura,
rivoluzionando la natura per cui il complesso è nato e sta floridamente
vivendo.
Noi pensiamo che sia assurdo - e in
un certo senso anche criminale - cercare di tarpare le ali ad una delle poche
attività che veleggia tranquillamente nel mare in tempesta di una crisi
economica senza precedenti. A giudicare dalle visite e, soprattutto, dai
giudizi dei turisti - che con il social networking sono alla luce del sole - l’Albergo
Diffuso Borgo Sant’Angelo è una delle attività cittadine che sorridono e che
danno ossigeno al tessuto economico della Città.
Non ci scordiamo le centinaia di
visite dal giorno della sua apertura. Turisti che poi visitano i musei della
nostra città e della nostra regione, visitatori che mangiano nei ristoranti
della nostra città e della nostra regione.
Invece di preoccuparsi di
invocare Polizia e Carabinieri per
far togliere l’insegna dalla strada e dai siti internet, Presciutti dovrebbe
andare a leggere e sorridere dei commenti entusiasti dei clienti provenienti da
tutta Italia, clienti che dal giorno dell’apertura hanno affollato una
struttura che è diventata orgoglio della nostra città. Li legga Presciutti, ma
stia attento perché insieme agli elogi per l’accoglienza e la bellezza della
struttura ci sono, spessissimo, anche quelli per le bellezze della nostra
Città, sempre più punto d’arrivo e non solo di partenza per i classici centri
turistici della Regione.
Un avvertimento ai cittadini-potenziali
imprenditori. Se il suddetto capogruppo consiliare dovesse avere l’intenzione
di candidarsi a sindaco alle prossime elezioni e se dovesse vincere, fate
attenzione! Potreste trovarvelo, sorridente, al rinfresco dell’apertura della
vostra attività per poi vederlo mettersi in tasca un pasticcino per farlo
controllare dai Nas il giorno dopo.
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