martedì 19 novembre 2013

ASSURDITA' DIFFUSE

La capacità di fare autogol del PD locale, nella persona del suo capogruppo consiliare Massimiliano Presciutti, è ormai cronica. Stavolta, però la figuraccia è colossale

Come avrete letto sui giornali, Presciutti chiede che non venga più utilizzata la dicitura “Albergo diffuso” utilizzato da una delle attività più floride della Città, la struttura ricettiva Borgo Sant’Angelo. L’anomalia, ci ricorda Presciutti, è tale perché non prevista dalla competente normativa regionale.
Attenzione: la Regione ha legiferato sulla questione Alberghi Diffusi, ma manca il regolamento.

Ora, un cittadino amante della sua Città e non del suo partito, avrebbe dovuto maledire tale burocrazia e sollecitare la Regione portando come esempio proprio Gualdo Tadino e gli imprenditori che hanno in un certo senso messo la freccia e sorpassato l’indolenza di palazzo Cesaroni.
Un cittadino che rappresenta, in più, le istituzioni, avrebbe dovuto mandarla in Regione un’interrogazione.
Gli argomenti non sarebbero mancati. Uno poteva essere una domanda: perché un comune è in un certo senso più avanti rispetto all’Ente da cui dipende? Un altro, un sollecito a legiferare in maniera definitiva su quella che potrebbe essere una soluzione allo spopolamento dei centri storici e alla carenza delle strutture ricettive.
Non gli sarebbero mancati i mezzi a Presciutti, data la sua stretta collaborazione con un consigliere regionale, che dovrebbe curare gli interessi del territorio in cui è stato eletto e non solo di quello in cui è nato. Questo, però, è un altro discorso.

Invece no. Il capogruppo ha formalmente chiesto al Comune di intervenire sulla illegalità della dicitura, rivoluzionando la natura per cui il complesso è nato e sta floridamente vivendo.

Noi pensiamo che sia assurdo - e in un certo senso anche criminale - cercare di tarpare le ali ad una delle poche attività che veleggia tranquillamente nel mare in tempesta di una crisi economica senza precedenti. A giudicare dalle visite e, soprattutto, dai giudizi dei turisti - che con il social networking sono alla luce del sole - l’Albergo Diffuso Borgo Sant’Angelo è una delle attività cittadine che sorridono e che danno ossigeno al tessuto economico della Città.
Non ci scordiamo le centinaia di visite dal giorno della sua apertura. Turisti che poi visitano i musei della nostra città e della nostra regione, visitatori che mangiano nei ristoranti della nostra città e della nostra regione.
Invece di preoccuparsi di invocare Polizia e  Carabinieri per far togliere l’insegna dalla strada e dai siti internet, Presciutti dovrebbe andare a leggere e sorridere dei commenti entusiasti dei clienti provenienti da tutta Italia, clienti che dal giorno dell’apertura hanno affollato una struttura che è diventata orgoglio della nostra città. Li legga Presciutti, ma stia attento perché insieme agli elogi per l’accoglienza e la bellezza della struttura ci sono, spessissimo, anche quelli per le bellezze della nostra Città, sempre più punto d’arrivo e non solo di partenza per i classici centri turistici della Regione.


Un avvertimento ai cittadini-potenziali imprenditori. Se il suddetto capogruppo consiliare dovesse avere l’intenzione di candidarsi a sindaco alle prossime elezioni e se dovesse vincere, fate attenzione! Potreste trovarvelo, sorridente, al rinfresco dell’apertura della vostra attività per poi vederlo mettersi in tasca un pasticcino per farlo controllare dai Nas il giorno dopo.

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