mercoledì 26 giugno 2013

CONSIGLIERE DISO: LE DIMISSIONI COME UNICO ATTO POSITIVO DELLA SUA AVVENTURA POLITICA

Un’avventura politica inqualificabile, quella del consigliere Marcello Diso. Assenze continue, sia dai lavori del consiglio comunale, sia dalle varie riunioni dei capigruppo di maggioranza. L’esatto contrario di quello che un buon amministratore ha il dovere di fare. In pratica lo stesso comportamento che i vari comitati di cui Diso è parte attiva o simpatizzante, condannano giustamente ogni giorno sui media, riferendosi ai governanti “nazionali”.
La sua fortuna potrebbe essere quella di non lasciare nessuna traccia nella storia politica di questa Città, invece, in un delirio masochistico, è lui stesso a ricordarci che esiste.
Le ultime dichiarazioni, esternate dal consigliere del gruppo misto alla stampa, non possono non lasciare a bocca aperta per due motivi: incoerenza e non conoscenza delle problematiche di cui parla.
Dimentica Diso, che non più tardi di quattro anni fa, fu sostenitore di un programma elettorale condiviso prima con due liste civiche e, dopo l’apparentamento, con il gruppo politico di maggioranza. Questo programma, lo stesso per cui la gente lo ha votato, Diso se lo è dimenticato gradualmente, appena preso possesso dello scranno di consigliere comunale della lista civica Tutti Uniti per Gualdo. Lista civica non sua, ma di cui ha decretato la sparizione all’interno dello stesso consiglio comunale, formando un gruppo misto a cui ha dato da subito un’identità ben precisa: la totale assenza dalla vita politica della città.
Sugli argomenti trattati da Diso nell’ultima esternazione spicca ancora quella dell’auditorium legato al recupero della zona dell’ex consorzio. Anche qui dimostrando l’ignoranza causata dalla totale assenza alle varie riunioni e discussioni.
Oltre a non aver ancora capito che l’investimento doveva essere realizzato per legge solo all’interno di quell’area (ancora si ostina a suggerire alternative), è scioccante il giudizio sull’inutilità della struttura. Non possiamo far altro che invitarlo a elencarci l’elenco delle strutture analoghe, non private come il teatro Don Bosco, a disposizione della città per convegni e concerti. Anche qui, oltre alla non conoscenza dell'argomento, c'è l'incoerenza di chi proponeva nel 2009 un progetto analogo: la struttura polifunzionale con annesso auditorium all'interno dell'attuale Centro Promozionale della Ceramica.
L'ultima esternazione è densa di giudizi scioccanti, come quello sull’inutilità della realizzazione dei parchi giochi per bambini. Il consigliere Diso, vivendo a Roma, è completamente estraneo non solo alla politica, ma anche a quelle che sono le problematiche di vita cittadina. Invece di addentrarsi nel populismo più becero e nella retorica del tipo “i bisogni della gente sono altri”, farebbe bene a dirigere la sua azione verso quanto promesso agli elettori: interessarsi in prima persona della città e non facendosela raccontare e scrivere da altri.

Ci sono amministratori che hanno messo da parte il loro lavoro primario per di dedicarsi ai tanti problemi che la vita amministrativa pone tutti i giorni sul tavolo. Riteniamo quindi necessario un passo importante da parte del consigliere Diso. Se non si ha tempo, se non si hanno le nozioni più elementari e le competenze necessarie, se bisogna parlare per bocca di altri, se bisogna scrivere per mano di altri, c’è solo una cosa da fare: dimettersi e lasciare spazio a chi ha voglia, a chi ha tempo, conosce la Città e ha le competenze necessarie per governarla.