A seguito degli inqualificabili attacchi alla mia persona, oltre che al mio ruolo Istituzionale, si rendono necessarie e non più procrastinabili alcune precisazioni.
Fermo restando che mi sento nella piena convinzione di non aver nulla di cui vergognarmi, ritengo che questi scriteriati attacchi non siano né giustificabili né ulteriormente accettabili dalla sottoscritta.
Fermo restando che mi sento nella piena convinzione di non aver nulla di cui vergognarmi, ritengo che questi scriteriati attacchi non siano né giustificabili né ulteriormente accettabili dalla sottoscritta.
I presunti fatti ai quali si fa riferimento ormai da giorni su tutti i quotidiani, blog, Tg locali e non, semplicemente NON esistono. Non esistono né formalmente né informalmente. Si basano esclusivamente sul chiacchiericcio da bar, o da Piazza, come preferite. Il presunto alterco che dovrebbe essere avvenuto tra me e la direttrice del Polo Museale Catia Monacelli, se mai fosse veramente avvenuto, non può essere né conosciuto né raccontato da nessuno, poiché nessuno può dire né affermare di essere stato presente.
Alcuna dichiarazione né mia né della Direttrice in questione, è mai stata rilasciata. E trovo singolare che nessuno si preoccupi di come e quanto questo caso stia producendo malessere e sconcerto a tutte le persone in qualche modo coinvolte in questa diatriba strumentale ed ignobile, dove a farla da padrone sono insulti, infamie e accuse infondate. In alcuni passaggi addirittura totalmente inventate.
La lettera alla quale si fa più volte riferimento non è stata inviata all’assessore Vitali, ma alla Signora Simona Vitali. Come si evince dalla richiesta d’accesso agli atti, la stessa non è stata consultata da nessuno e nessuno quindi può conoscere né tantomeno divulgare il contenuto. Non si tratta né di una diffida né di altra specie ad essa assimilabile. E’ una comunicazione di tutt’altro contenuto e significato. La missiva in questione, così come protocollata, non riporta nemmeno il nome del mittente, quindi mi chiedo e soprattutto chiedo ai signori della minoranza, come possono affermare con tanta certezza che sia proprio la direttrice Monacelli ad averla spedita. Hanno forse visionato il documento furtivamente? Nel caso avrebbero posto in essere, loro si, una illecita condotta sotto diversi profili. Supposizioni, illazioni, congetture su un fatto che nessuno conosce né può conoscere. Si danno per scontate verità che si apprendono all’interno dei bar o dei luoghi di aggregazione sociale. Si infamano persone sulla base del sentito dire o di qualche cantastorie. Si nega la possibilità della presunzione di innocenza, dando per scontate responsabilità che nessuno ha titolo nemmeno di supporre. Senza sapere, senza aver ricevuto una sola telefonata dove magari qualcuno avrebbe potuto chiedere la mia versione, la mia verità, il mio punto di vista. Ma forse la mia onorabilità e la mia credibilità valgono meno di quella di altri.
L’opposizione non ha proceduto ad una interrogazione nei miei confronti, che sarebbe comunque stata inopportuna ed inammissibile, ma alla quale non mi sarei assolutamente sottratta. Al contrario si è pensato bene di chiedere addirittura le mie dimissioni! Devo ancora capire come mai, su quali basi, e quale sarebbe l’oggetto del contendere.
La Direttrice del Polo Museale ha sempre goduto e gode della mia massima stima, è destinataria di miei pubblici e privati apprezzamenti e mai ho messo in discussione la sua accertata alta professionalità. E’ questa l’unica verità accertata ed accertabile. Il resto sono chiacchiere, mere congetture volte a destabilizzare il mio lavoro, preciso e puntuale in questi pochi mesi.
Mi piacerebbe essere giudicata su questo, sui risultati che si profilano sotto gli occhi di tutti nonostante il poco tempo avuto a disposizione. Non mi sento di accettare nessuna lezione né di stile né di comportamento. Soprattutto da chi utilizza la politica per demolire l’avversario attraverso la calunnia e la diffamazione, attribuendogli atti che non ha commesso e parole che non ha mai detto. Questo è quanto mi sento di dire sulla vicenda, montata ad arte da maldestri artigiani del complotto. Nessun gesto inqualificabile del quale mi sarei resa protagonista, nessun atto gravissimo, come più volte invece scritto dai miei detrattori, che senza alcun limite hanno mistificato e costruito un castello di sabbia su presupposti sconosciuti a tutti. Nessuna remora nell’ accusarmi di cose che non mi sento di confermare né ora né mai, nessuna decenza nel vigliacco tentativo di farmi passare per ciò che non sono.Nessun documento o dichiarazione a sostegno delle loro fantasiose teorie, solo elucubrazioni inverosimili e completamente devianti dalla reale portata della vicenda. Informazioni carpite non si da bene dove, attinte da non si sa quale fonte, basate esclusivamente sui racconti di paese.
Mi si conceda l’ultima precisazione: mai ho chiesto a chicchessia di rinunciare alle sponsorizzazioni dell’azienda Rocchetta. Semmai ho chiesto e continuo a chiedere l’esatto contrario, e cioè che l’azienda in questione collabori fattivamente e proporzionalmente alla proprie possibilità economiche al raggiungimento di obiettivi e al finanziamento di progetti. Soldi veri e non bottiglie d’acqua.
assessore Simona Vitali
Ribadisco l'aspetto tipicamente speculativo e di bassa politica la mozione richiesta dalla minoranza. Per la completezza dei fatti sarebbe però stato opportuno, nel ruolo di assessore alla cultura, chiarire la lettera giunta ad una torre di cultura gualdese quale si può considerare l'Allegra Combriccola. Una lettera inappropriata, sia come destinatario che come contenuti. Se un cicchessia, firmandosi, volesse pubblicare una lettera aperta, quandanche piena di inesattezze, ma di interesse generale, nessuna testata si esimerebbe dal pubblicarla, tantomeno nessun chicchessia si sarebbe sognato di diffidare la testata medesima. Quella lettera è un grave attacco alla cultura della libera circolazione di idee e confronto. Quella mozione, una volta diventata di dominio pubblico si sarebbe auto dissolta per l'inconsistenza politica dei fatti medesimi. Come appassionato di Allegra Combriccola, Io non Rido. Maurizio Biscontini
RispondiElimina