ll gruppo consiliare TUPG intende riaffermare la propria posizione in merito alla decisione di alcuni centri commerciali di tenere aperto il giorno della ricorrenza del Patrono della città di Gualdo Tadino, Beato Angelo.
Siamo sconcertati davanti a questa ennesima sgarberia nei confronti della tradizione pluricentenaria, che questo giorno di festa rappresenta per tutta la comunità gualdese.
Rimaniamo profondamente convinti che una città debba sorreggersi anzitutto su valori morali che non hanno fondamento nella legge, ma nel comune sentire, nel sentimento civico e nella consuetudine. Non comprendiamo, né tantomeno accettiamo, la stravagante presa di posizione di alcuni operatori commerciali di periferia, che da qualche tempo hanno deciso di attentare alla nostra identità dimenticando sistematicamente e volutamente le nostre tradizioni, il nostro stile di vita, le nostre radici storiche, culturali e sociali.
Le celebrazioni previste per la giornata del Beato Angelo hanno bisogno di essere vissute dalla comunità, dai lavoratori, dagli studenti. Da tutti quelli che vivono il sentimento religioso come parte integrante della vita cittadina. Il 15 gennaio è da sempre occasione di riflessione, di socialità, di condivisione. E il centro storico rappresenta, e dovrà continuare a rappresentare, la culla di tutto ciò.
In nessun’altra città umbra è permessa l’apertura degli esercizi commerciali per le feste Patronali, se non limitatamente a quelli che animano le vie dei centri storici. Città come Torino, Firenze, Genova, ad altissima vocazione turistica, hanno previsto ordinanze sindacali per scongiurare le aperture dei negozi.
Il nostro gruppo accoglierà quindi con favore l’ordine del giorno presentato in consiglio comunale dal gruppo di minoranza del Partito di Rifondazione Comunista riguardante la possibilità di un’ordinanza di chiusura apposita della quale dovrà farsi carico il Sindaco con la sua Giunta. Crediamo che su temi come questo i vessilli politici debbano trovare piena collaborazione, per il bene di Gualdo Tadino e dei suoi cittadini.
Fino a qualche anno fa tutto era lasciato al buon senso, che aveva sempre guidato i tanti commercianti gualdesi. Oggi il buon senso non basta più. Ci vogliono regole per ristabilire il naturale corso delle cose. Laddove non arriva la sensibilità ed il sentimento di rispetto nei confronti della città, devono arrivare indirizzi dalla politica e da chi gestisce la vita amministrativa del nostro Comune.
Ci sentiamo in dovere di sollecitare infine tutti i cittadini, affinché disertino i centri commerciali nella giornata dedicata al Santo Patrono e restituiscano vita alle vie del centro storico, cuore pulsante della città, simbolo di unità e tradizione, di identità e di forza. La disgregazione sociale è da sempre alla base delle più grandi crisi, non solo economiche ma anche morali e valoriali.
Tutti siamo chiamati al difficile compito di ridare ordine alla società e la politica soprattutto non può sottrarsi a questo richiamo. Chi si chiama fuori non ama Gualdo.
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