Era nel programma elettorale delle scorse elezioni e il gruppo consiliare di maggioranza Tutti Uniti Per Gualdo, facendo fede agli impegni assunti con gli elettori presenterà, nel consiglio comunale del 24 maggio prossimo, un ordine del giorno fra i più sentiti dai cittadini gualdesi: la questione dei “nati a Gualdo”.
Poco dopo l’inaugurazione del nosocomio di Branca, da un post su questo argomento inserito in blog e social network, scaturirono centinaia e centinaia di commenti. Commenti ripresi dai quotidiani regionali che sfornarono editoriali e dalla redazione umbra della Rai, che ne fece un servizio. Oggi, Tutti Uniti Per Gualdo riaffronta con decisione un problema, che non riguarda questioni campanilistiche, ma la salvaguardia delle tradizioni e dell’identità della nostra Città.
Attualmente le norme riguardanti lo stato civile sono costituite da un regio decreto del 1939. Da quel lontano periodo si sono verificati eventi che hanno cambiato radicalmente la situazione preesistente: il primo legato alla circostanza che i parti non si verificano più tra le mura domestiche, ma nelle strutture sanitarie. Il secondo fenomeno è rappresentato dall'accorpamento dei centri ospedalieri.
Quello che ne deriva è che il luogo di nascita dei figli coincide con quello di residenza dei genitori solo nei comuni in cui ha sede lo stabilimento ospedaliero, provocando un sentimento di diffuso malcontento in quella parte di popolazione che più è legata ai valori della propria tradizione e al nome della propria città. A seguito di tale mutata realtà moltissimi comuni italiani, tra cui anche alcuni di notevoli dimensioni, non possono dare i natali ai figli dei propri residenti, in quanto all'interno del loro territorio sono sprovvisti di nosocomi con reparti di maternità.
La questione non è di poco conto. Poter tornare ad inserire “nato a Gualdo Tadino” sui propri documenti equivale a salvaguardare l’identità di una città e a non farla diventare perennemente e tristemente sterile. Notevole è l'importanza che ha rappresentato e rappresenta, per ogni persona fisica, l'indicazione del luogo di nascita che, unitamente al nome, al cognome e dalla data di nascita, costituisce i dati anagrafici del cittadino. A ciò si aggiunge il fatto dello spirito di appartenenza ad una determinata collettività, non per ragioni campanilistiche. Si tratta infatti di rispetto ed orgoglio per le proprie radici con riferimento a legami affettivi, ad usi, costumi, tradizioni, sentimenti che la municipalità emblematicamente riassume.
In sostanza si deve scegliere la municipalità con la quale sussistono i più forti elementi di collegamento, rispetto al luogo in cui la nascita è avvenuta per caso fortuito o a causa di forza maggiore.
Varie proposte di legge, negli ultimi anni, hanno preso in considerazione il problema, ad ulteriore testimonianza della sua importanza. Ultima, la proposta del deputato Laura Froner del 14 maggio 2008 (Disposizioni per la modifica dell’ordinamento dello stato civile in materia di indicazione del luogo di nascita in caso di parto avvenuto in ospedale o in casa di cura), che propone modifiche alla normativa vigente necessarie a prevedere che i genitori, quando la nascita è avvenuta presso un ospedale o una casa di cura della provincia di appartenenza o di capoluoghi di provincia con essa contermini, ma in un comune diverso da quello in cui risiedono, possono chiedere che nell’atto di nascita sia indicato come luogo di nascita il comune in cui essi risiedono.Aggiungiamo che in Umbria il processo di accorpamento degli ospedali non interessa solo Gualdo Tadino e Gubbio, ma anche Todi e Marsciano, Narni e Amelia, Città della Pieve e Castiglione del Lago, Norcia e Cascia. Anche Umbertide ha visto il proprio punto nascita chiudere già da tempo.
Tutti Uniti per Gualdo chiederà quindi alla massima assise cittadina, al sindaco e alla Giunta di adoperarsi presso le istituzioni superiori attraverso tutti i rappresentanti delle forze politiche, affinché si apportino le modifiche indicate dalla proposta di legge Froner. Non solo. Il nostro gruppo consiliare chiederà la promozione di una conferenza, aperta a tutti i cittadini, nella quale discutere alla presenza del primo firmatario della proposta di legge, oltre che dei sindaci dei comuni umbri interessati e dell’assessore regionale preposto.
Tutti Uniti Per Gualdo auspica, data l’importanza dell’argomento per la conservazione dell’identità di tutta la città di Gualdo Tadino, un voto unanime dell’assemblea.
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