Dispiaciuti, amareggiati, arrabbiati…molto arrabbiati.
Nonostante gli inviti più o meno espliciti alla chiusura delle attività commerciali per le festività del Patrono Beato Angelo, i cosiddetti “commercianti forestieri” hanno pensato bene di perpetrare con la scorretta tradizione di tenere aperte le saracinesche dei loro locali. Questi signori, non gualdesi ma che con Gualdo ci mangiano, hanno uno strano modo di mostrare la propria riconoscenza ad una città che permette loro di espandersi economicamente.
In altre realtà comunali, e non ci soffermiamo sugli esempi perché apparirebbero fin troppo scontati, una simile sgarberia nei confronti del Santo Patrono comporterebbe la reazione incontrollata dell’intera comunità: a Gualdo Tadino no, tutto passa sotto silenzio, perché, si sà, i problemi sono altri.
E invece i problemi sono anche e soprattutto questi. Lasciare per strada le proprie tradizioni, permettere ad altri di calpestare l’identità di una città fiera e forte, sorvolare su questioni che attengono al rispetto dei cittadini e del loro bagaglio culturale e sociale è non solo scorretto, ma addirittura estremamente dannoso.
Invitiamo alla riflessione questi pseudo-imprenditori, che pensano basti dare una decina di posti di lavoro per cancellare la dignità di una città, che inseguono solo le leggi del mercato, facendo stracci e macerie dell’unico vero scopo per il quale valga la pena esistere: conservare e rispettare le proprie radici. Quelle radici alle quali tengono i gualdesi, soprattutto in un periodo di enormi contraddizioni sociali, dove le certezze diventano flebili, quando ci si aggrappa a quei valori che il consumismo sfrenato ci porta ad accantonare.
Il 15 gennaio è festa a Gualdo Tadino! Non solo per chi la vive nell’intimità religiosa o nel silenzio della propria fede, ma anche per tutti quelli che amano prendersi cura del passato per poter costruire il futuro dei propri figli.
Una comunità senza tradizioni è una comunità fragile, un’accozzaglia di gente che semplicemente abita nello stesso posto senza tuttavia viverci.
Dal canto nostro ci adopereremo per far si che dall’anno prossimo, attraverso i poteri che spettano al nostro Sindaco, venga vietata in tutto il territorio comunale l’apertura degli esercizi commerciali, prevedendo sanzioni pecuniarie nei confronti degli eventuali trasgressori. Certi strumenti di tutela non dovrebbero trovare applicazione se ci fosse, da parte degli operatori, quel minimo di buon senso che manca ormai da troppi anni.